La Ferrari deve ripartire con Hamilton. Singapore ha messo in luce le crepe. Un’altra decisione strategica è costata loro.
La Ferrari si trova ad affrontare nuove domande sulla gestione della corsa dopo che Lewis Hamilton ha concluso sesto a Singapore, partendo dalla terza posizione. Il compagno di squadra Charles Leclerc ha conquistato il secondo posto dietro a Max Verstappen, trasformando una serata difficile per il britannico in un netto contrasto all’interno dello stesso box.
Il risultato è arrivato dopo una costosa scelta di gomme in Malesia, dove Hamilton è partito con gomme slick in condizioni di bagnato nonostante desiderasse le intermedie. L’ex pilota di Formula Uno Karun Chandhok afferma che i due episodi consecutivi richiedono un reset delle performance, con la fiducia tra il pilota e il muro dei box che inizia a incrinarsi.
Singapore ha aggiunto un altro strato di confusione: Hamilton si è scusato via radio alla fine e ha accettato la responsabilità per aver scelto di non fermarsi sotto la virtual safety car. Tuttavia, la preoccupazione di Chandhok è più ampia di una sola decisione. Quando un pilota e la squadra appaiono divisi su chi ha preso la decisione, la comunicazione chiara diventa parte della strategia di gara, non un circo secondario.
La strategia di Singapore della Ferrari ha lasciato Hamilton isolato

Hamilton è partito con gomme medie ed è diventato il primo pilota tra i primi sette classificati a effettuare una sosta. Questa sequenza lo ha lasciato su un percorso diverso rispetto ai piloti di testa, e la scelta della Ferrari non ha fornito la posizione in pista o il vantaggio delle gomme di cui il team aveva bisogno.
Chandhok ha evidenziato il contrasto con Leclerc, il cui secondo posto ha portato 18 punti mentre Hamilton ha raccolto otto. La divisione ha ampliato l’attenzione sulle tattiche di squadra della Ferrari, in particolare dopo che il pilota britannico ha scelto di rimanere in pista durante la virtual safety car piuttosto che seguire il corso previsto dal muro dei box.
Il caso di Singapore si affianca anche a una difficile decisione in Malesia. In condizioni di pioggia, la Ferrari ha inviato Hamilton con gomme slick mentre i rivali con le intermedie guadagnavano tempo; prima del prossimo round, ha difeso il team spiegando che altri lo avevano persuaso ad accettare quella scelta. Il racconto in evoluzione è il motivo per cui Chandhok vede la fiducia sfaldarsi, come discusso in questo approfondimento sulla Ferrari sotto pressione.
Perché la Ferrari ha bisogno di un reset della strategia di gara
Il caso di Chandhok per un reset si basa sul disallineamento tra le preferenze del pilota e le scelte fatte al muro dei box. A Marina Bay, ha osservato, Hamilton inizialmente ha difeso la scelta della Malesia, per poi dire che voleva le intermedie ma era stato persuaso a usare le slick durante una riunione di squadra.
Questo non prova che la Ferrari abbia ignorato il proprio pilota, né una sola gara risolve la questione della responsabilità. Mostra però perché le squadre hanno bisogno di un processo decisionale condiviso: opzioni chiare, feedback rapido e una chiamata finale concordata quando le condizioni meteorologiche, la vita delle gomme o una finestra di safety car modificano la corsa.
La scusa di Hamilton a Singapore è importante, ma non cancella il ruolo della Ferrari nel quadro strategico. Il team lo aveva su gomme medie, l’ha fatto fermare per primo tra i sette leader e poi lo ha visto declinare una sosta sotto la virtual safety car; ogni scelta ha influenzato la successiva. Una precedente decisione della Ferrari che gli è costata un podio offre ulteriori contesti in questo report sulla frustrazione strategica di Hamilton.

Hamilton e Ferrari affrontano una prova nei round finali
Il costo immediato nel campionato è visibile nei punti di Singapore: Leclerc ha guadagnato 18, mentre Hamilton ha preso otto. Nei round finali, la Ferrari non può permettersi di far sì che un errore di strategia diventi un peso ricorrente sui risultati di entrambi i piloti.
Ciò richiede più di reazioni più rapide al muro dei box. La Ferrari deve dare a Hamilton fiducia che i suoi feedback raggiungano le persone che prendono decisioni, mentre il pilota deve comunicare chiaramente quando non è d’accordo con una chiamata in tempo reale. La discussione su la risposta di Fred Vasseur alle critiche mostra quanto sia strettamente monitorata la gestione della questione da parte del team.
Singapore non è stata semplicemente un brutto risultato; ha esposto un processo che sembrava poco chiaro in diversi punti della gara. Per la Ferrari, il reset delle performance inizia con la creazione di decisioni strategiche leggibili per il pilota prima che arrivi la prossima decisione costosa.







